Sfida. La parola che segna l’inizio di questo percorso.
Sfida contro quei limiti che non ti fanno compiere il passo, che rendono la tua orma incerta. Paura. Timidezza. Incertezza. Chiusura. Parole talmente permeanti da avvolgermi a trecentosessanta gradi, da soffocarmi, a volte. Fino a quelle lacrime pesanti di rabbia, il cui rumore, sul letto, mi fa svegliare.
Eccomi. Con in mano tutti i miei insulsi limiti. Pronta a scagliarli contro questa virtuale parete bianca. Voglio vederne uscire un’opera d’arte.
Questa sono io, Valentina.

Valentina Astorino





Non so quante reflex giocattolo ho avuto. Guardare dentro una scatola e vederci un mondo diverso, modellato dalla mia immaginazione. Mi sono sentita dire che io non ero capace, che non avrei mai catturato la bellezza, perché mi mancava l’occhio. Poi un giorno ho preso in mano una macchina fotografica, ho respirato profondamente ed ho scattato. E da allora ho capito una cosa: non bisogna mai farsi dire da nessuno chi siamo. E ancor meno chi non siamo.

Eva Sabin